
"Italia, il paese di qualità" questo è lo slogan proposto da www.italia.it, il sito che dovrebbe rappresentare la qualità italiana all'estero.
Entrando nel suddetto portale per la prima volta sono rimasto veramente orripilato dalla bassa qualità del sito prodotto. Tra i fattori più eclatanti che mi portano ad esprimere questo giudizio ci sono:
- Non è usabile e non è facilmente navigabile.
- Non è accessibile nè rispetta un qualche standard web.
- La lentezza di caricamento è esasperante.
26.03.2007: Firma la petizione per ottenere la documentazione ufficiale sul progetto "italia.it".
Un problema di usabilità
Per accedere ai contenuti veri e propri ho dovuto subire un'intro in flash rappresentante il logo IT (vedi immagine ad inizio articolo) accompagnata da una sgradevole voce che storpia una nota aria lirica modificandone le parole.
Da qui si viene rediretti ad una seconda pagina intermedia tramite un tentativo di sincronizzazione dell'intro in flash miseramente fallito.
Qui è possibile selezionare la lingua con cui fruire i contenuti. Tale scelta è posta in secondo piano rispetto ad un filmato flash che propone delle informazioni spot su una mappa stilizzata dell'Italia.
Noto con disperazione che la lingua "italiano" è l'ultima scelta disponibile in quanto ci si aspetta che siano pricipalmente gli stranieri ad accedere al sito.
Come mai le informazioni che compaiono nella mappa sono scritte in italiano?
Come mail nel menu in alto le voci sono in italiano?
Anche selezionando la lingua inglese ritornando in questa pagina le informazioni continuano ad essere proposte in lingua italiana. Mi pare proprio un grave errore di usabilità riferito all'utenza internazionale cui si rivolge il sito.
Arrivando alla vera e propria home page del sito lo sconforto si riduce leggermente: l'implementazione tecnica del sito è quanto di più scadente si possa realizzare ma la grafica è piuttosto carina.
Un esempio pratico di quanta poca cura è stata posta all'usabilità del sito si ha nel form "dove dormire". L'etichetta "destinazione" presenta un asterisco a lato: questo asterisco non è ripreso in alcun punto della pagina.
Un utente smaliziato associa automaticamente l'asterisco ad un campo obbligatorio ma un utente normale?
L'usabilità del sito rimane comunque un traguardo ben lontano da raggiungere in quanto le etichette dei menu sono a mio parere troppo dispersive, manca un'iconografia ben specifica, non c'è un'identificazione delle macrocategorie di contenuto, ed i filmati flash di contorno non rappresentano in alcun modo il contenuto delle pagine.
Un problema di accessibilità
Il punto più dolente di questa analisi è sicuramente la mancanza di accessibilità di italia.it.
In ogni pagina del sito compare la voce di menu "accessibilità".
Cito fedelmente dalla pagina relativa:
Italia.it vuole essere una risorsa di informazione e conoscenza per tutti i turisti del mondo, ma anche per gli utenti del web in generale. Il principio che ci ha guidato al progetto di "sito accessibile" risiede nel rendere le informazioni presenti sul sito fruibili da chiunque, permettendo un accesso senza confini tematici o barriere tecniche.
Di seguito propongo una serie di obiezioni a quanto sostenuto.
Url illeggibili.
Chi ha realizzato questo sito non ha adottato alcun sistema di gestione facilitata degli url. Diventa praticamente impossibile linkare direttamente una pagina interna in quanto siamo in presenza di url da quasi 200 caratteri parametrici!
A conferma di quanto detto possiamo notare un PR=5 dell'home page che si trasforma in un PR=0 delle pagine interne.
Questo è vergognoso in quanto il sito ha sole 3 pagine indicizzate in Google... e una è la pagina 404!
2 pagine intermedie prima di fruire i contenuti.
La pagina di accesso al sito presenta un'intro in flash senza alcun testo alternativo, senza alcun link presente nella pagina e adotta un redirect META per caricare dopo 18s (che diventano a volta anche 2-3 minuti) la pagina di selezione della lingua.
DocType 4.01 Strict!!!
Ma siamo nel 2007!!!
Ok, la Legge Stanca obbliga solamente (e ingiustamente) ad utilizzare un doctype di tipo strict... ma il 4? Stiamo scherzando?
Utilizzo di strutture tabulari per i layout.
Il sito è realizzato in HTML 4.01 per cui le tabelle di layout sono formalmente ammesse. E' però una cosa indegna utilizzare un doctype così datato in un sito che si vanta di essere accessibile. Vorrei sottolineare che una struttura che utilizza layout a tabelle non è assolutamente accessibile.
Uno screen reader può riuscire a leggere i contenuti. Ma essi non avranno alcun ordine logico.
Non basta sentire per poter dire di aver capito.
Etichette dei link non esaustive.
Gli attributi "title" dei vari link presenti nel portale sono stati utilizzati per marcare le sezioni considerate "non accessibili". Al contario dovrebbero dare una descrizione del contenuto cui punta il link... che non è un contenuto accessibile si sa già.
Un problema di organizzazione dei contenuti:
L'organizzazione dei contenuti (struttura della pagina) è di una banalità e superficialità tale da garantirne una semplice comprensione: menu orizzontale in alto con box di ricerca, menu delle sezioni in una colonna di sinistra, contenuto centrale.
La grafica del menu principale (le barrette colorate poste sotto alle varie voci) è palesemente copiato da altri siti web. Sfortunatamente è stato copiato male in quanto i colori, che dovrebbero identificare delle macrocategorie di contenuti, non vengono portati avanti nel resto del sito.
Un problema di copywriting
Navigando il sito ho trovato anche delle inesattezze nella stesura dei testi.
Un esempio può essere: "per chiamare un numero dall’estero a Roma". In prima battuta non ho capito se il problema è chiamare Roma dall'estero o viceversa! Fortunatamente la versione inglese si esprime correttamente.
Nel Paese della Qualità...
... non abbiamo professionisti capaci di produrre qualità web?
Questo è quanto potrebbe pensare un visitatore straniero.
La risposta è NO.
Fortunatamente in Italia ci sono molti professionisti capaci in grado di realizzare interfacce web accessibili, usabili, e rispettose dei più recenti standard promossi dal W3C.
Sfortunatamente in Italia lavori di questa portata vengono realizzati mediante un sistema di "appalti politici" e "agganci politici" e non secondo un sistema meritocratico di selezione del miglior professionista disponibile su piazza.
Non so quanti soldi sono stati "spesi" (per non dire scialaquati) in 6 anni di realizzazione di questo progetto. Sicuramente sono più dei soldi che l'intera mia famiglia percepisce in una vita (intendo anche zii, cugini, ecc...).
Progetti di queste dimensioni sono purtroppo gestiti da perfetti ignoranti della materia (vedi chi ha presentato il progetto) che non hanno nè gli strumenti nè le competenze necessarie per gestire un lavoro simile.

scusate se non ricordo più le cifre e le fonti, ma mi ricordo di essere rabbrividito leggendo la notizia
che dire di più come uno che da decenni si tiene a galla come sviluppatore?