Stamattina mi sono svegliato strano e ho iniziato a pensare ad un’idea che sconfinava tra sogno e incubo.

Sensi, Circostanze, Caso: persona e società

  1. la formazione dell’intelligenza è data dall’instaurarsi di “corsie preferenziali” a livello neuronale.
    L’instaurarsi di queste preferenze è determinato dai sensi, dalle circostanze e dal caso.
  2. una relazione positiva e duratura tra due (o più) persone è data dall’instaurarsi di un “legame preferenziale” fisico e non preponderato.
    L’instaurarsi di questo legame è determinato dai sensi, dalle circostanze e dal caso.
  3. l’evoluzione della specie è data dal successo di una combinazione genetica casuale prodotta dalla relazione positiva instauratasi tra due fisicità prodotte da da sensi, circostanze e caso.

Coscienza Personale, Coscienza Collettiva:

Ritengo che sia possibile parlare di “coscienza” al manifestarsi del primo “senso di colpa” esattamente come è possibile parlare di “libera scelta” nel momento in cui si infrange la prima regola.

Ritengo che l’intelletto sia prendere atto di questa fitta interazione tra personale e sociale. Ritengo inoltre che i vari livelli di intelligenza siano il manifesto grado con cui ogni persona prende atto di questa interazione tra “personale” e “sociale”.

Il senso di colpa spinge la persona nel condannare un singolo atto svolto chiedendo a tutto l’organismo, fisicità e spiritualità, di concorrere a “sanare” questa azione. Il senso di colpa è un meccanismo che il “proprio Io” pone in essere per mantenere un naturale equilibrio tra “libertà assoluta” e dipendenza dal “giudizio sociale”.

La Coscienza Collettiva mette in atto un sistema simile della società nel confronti del singolo individuo, della Storia nei confronti di un singolo evento. Si pensi al pedofilo violentatore e come la società condanni tale comportamento e si operi nel porre rimedio a tali casi manifesti. Si pensi al nazismo nella persona di Adolf Hitler e di come il popolo Tedesco abbia successivamente condannato la sua figura.

Quando l’equilibrio tra libertà personale e libertà collettiva viene meno in un singolo individuo è la collettività stessa a reagire quasi all’unanimità per arginare tale incongruenza come nel caso del pedofilo o di Hitler.

Benessere, Libertà, Politica

Il benessere massimo che ogni persona può trarre dalla propria vita è non contrastare il proprio Io. Vivere seguendo ciò che il personalissimo naturale equilibrio ci chiede di vivere!

La libertà, intesa come concetto sociale, consiste nel perseguire il proprio benessere senza contrastare l’altrui benessere (Immanuel Kant).

Lo studio dell’intricato limite per cui il benessere personale va in contrasto con il benessere altrui, persona e società, prende il nome di Politica.

La Politica si occupa di ostacolare il personale equilibrio per il bene di un equilibrio collettivo.

Isaac Asimov, nel suo studio fantascentifico della robotica, ha teorizzato la Legge Zero: “Un robot non può recare danno all’umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l’umanità riceva danno“.

Questa legge è la più alta manifestazione del termine “Politica” che io conosca.

Secondo me la Politica è soggetta alla Legge Zero di Asimov tanto quanto i robot.

La Politica crea regole, normative ed organi di controllo il cui compito è determinare in modo sempre più preciso il confine tra “libertà personale” e “libertà sociale”.

La Politica ucciderà Gaia?

Gaia, il pianeta vivente, è una famosa teoria di James Lovelock che considera l’insieme di materia e vita sulla terra come organismo unico il cui fine è mantenere il proprio equilibrio naturale: il proprio benessere.

Lovelock sostiene che Gaia ha lo scopo della preservazione di sè stessa, e quindi della vita, ma sostiene anche che la Vita influenza Gaia ed il suo scopo.

Negli ultimi 30 anni ho sempre sentito, letto e studiato di come l’Uomo cerca di uccidere il pianeta attraverso l’inquinamento, il consumismo, l’egoismo ed il rifiuto della divinità… Eppure non credo che esista una Coscienza Collettiva il cui obiettivo esplicito sia l’autodistruzione.

La mia personalissima riflessione è dunque:

E’ possibile che la Politica, nel tentativo di impedire il predominio del singolo sulla collettività, rallenti l’azione della Coscienza Collettiva globale fino a farle perdere l’innato bisogno di seguire il proprio benessere precipitando l’Umanità in una fase di equilibrio apatico la cui conseguenza non può essere altro che la cessazione della vita?